Lecco: aspetti storici e geografici
GEOGRAFIA FISICA
Il territorio occupato da Lecco è un conoide alluvionale, che è stato formato dai detriti di tre fiumi (partendo da nord: Gerenzone, Caldone e Bione). I tre corsi d’acqua costituiscono ancor oggi la maglia idrografica della città, che attraversano per poi sfociare nel lago: il Gerenzone di fronte alla statua di San Nicolò, il Caldone accanto alla Canottieri Lecco e il Bione nel lago di Garlate. Alla foce del Bione si è imbarcata Lucia nel famoso “Addio monti” di manzoniana memoria, ma non nel punto in cui oggi finisce il suo corso, che è stato deviato nel 1846.
Lecco è circondata da monti che hanno iniziato a formarsi circa 65 milioni di anni fa con l’orogenesi alpina (che oggi è ancora in atto). Quelli visibili dalla città sono il Moregallo, il Monte Barro, il San Martino, il Resegone e le Grigne. Queste ultime hanno una particolare struttura rocciosa, perché l’orogenesi ha fatto sì che si appoggiassero l’una sull’altra, costituendo una catena di montagne la cui sezione è posta diagonalmente rispetto al livello del mare.
A ovest la città si affaccia su un ramo del lago di Como. Generalmente si racconta che questo bacino lacustre è di origine glaciale, cioè si è formato grazie all’erosione di un ghiacciaio durante l’ultima glaciazione (quella di Würm, circa 10.000 anni fa). In realtà il ramo occidentale del lago (quello orientale si è formato dopo) esisteva già prima dell’ultima glaciazione: era infatti il letto del fiume Adda, che dopo aver attraversato la Valtellina si dirigeva verso il Mar Mediterraneo, che all’epoca occupava quasi per intero la Pianura Padana.
Il fiume Adda terminava il suo corso più o meno all’altezza dell’attuale Como; cinque milioni di anni fa, però, lo stretto di Gibilterra si è chiuso e il livello del Mar Mediterraneo si è abbassato, perché non più alimentato dalle acque dell’Oceano Atlantico. Di conseguenza l’Adda ha iniziato a erodere il suo letto per raggiungere l’altezza del Mar Mediterraneo; per questo il lago di Como oggi è il più profondo d’Italia (410m). Grazie ai detriti depositati dall’Adda e di altri corsi d’acqua si è formata una pianura alluvionale. L’Adda ha interrotto il suo corso dove oggi si trova la città di Como e non trovando più uno sbocco, ha sfondato il suo argine formando il ramo del lago di Lecco, di cui il fiume è ora sia immissario sia emissario.
ORIGINE DEL NOME ED EPOCA ANTICA
Il toponimo Lecco non ha un’origine certa: si ipotizza che sia di provenienza celtica e che derivi dalle parole Lech o Loch, che significavano “lago”. Anche oggi, infatti, in Irlanda e in Scozia con il toponimo Loch si indicano i bacini lacustri (come nel caso di Loch Ness). Infatti, l’importanza di Lecco e il suo popolamento sono proprio legati alla sua posizione, sul ramo orientale del Lago di Como. I celti avevano scelto questo sito e lo avevano abitato tra il X e il IV secolo a.C., come testimoniano i recenti scavi alla Rocca di Chiuso e quelli più datati ad Olate e in Valsassina. Da segnalare pure gli scavi del 2005 che ai Piani d’Erna hanno portato alla luce il più antico sito di produzione metallurgica dell’intero arco alpino, databile tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C. Ha, dunque, almeno duemila anni questa tradizionale attività lecchese.
Minore fortuna ebbe Lecco durante il periodo romano, come dimostrano gli scarsi ritrovamenti archeologici. L’abitato era allora costituito da un accampamento militare, che controllava la via Spluga, la strada romana che collegava Mediolanum (Milano) con il passo dello Spluga. La via tra Bergamo e Como, invece, passava più a Sud, sul ponte romano di Olginate.
IL MEDIOEVO
L’importanza militare di Lecco crebbe durante l’alto medioevo. Il centro era infatti un punto di passaggio tra l’attuale Lombardia e i territori aldilà delle Alpi. Perciò il Ducato di Milano dal 1334 ne fece un importante baluardo difensivo contro la libera città di Como e contro la vicina Repubblica di Venezia, i cui territori arrivavano fino all’attuale provincia di Bergamo. Per questo il borgo lecchese prese parte a molteplici guerre e fu più volte distrutto. Importante è la ricostruzione che ne fece Azzone Visconti (1302-1339), che nel 1335 fortificò la città e costruì il castello, di cui oggi rimane la sola Torre Viscontea in piazza XX settembre.
Il sovrano milanese tra il 1336 e il 1338 fece edificare il ponte tuttora esistente e che da lui ha preso il nome. Scelse come posizione il punto “in cui il lago cessa e l’Adda ricomincia”, come scrisse Alessandro Manzoni. Il ponte ha oggi 11 arcate a tutto sesto, 3 in più delle 8 originarie. Inizialmente era armato con cannoni di vario genere, aveva un ponte levatoio e vari edifici, come due torri ai lati e una cappelletta dedicata alla vergine Maria. Serviva a migliorare i collegamenti tra il Ducato, Lecco e la Valsassina. Oggi è adibito a pista ciclo-pedonale, con una sola carreggiata per i mezzi motorizzati in uscita da Lecco.
LA STORIA MODERNA E CONTEMPORANEA
Lecco divenne poi un libero Comune e, fino al 1757, fu una sorta di Stato autonomo (con un proprio diritto civile e penale) sotto il controllo del Ducato di Milano. Con la caduta di quest’ultimo, Lecco passò sotto il comando della Spagna e con Carlo V (1500-1558) fu trasformata in una vera e propria piazzaforte militare. Nel XVII secolo la città fu colpita da pestilenze e carestie, che il Manzoni ha mirabilmente descritto ne I promessi sposi, ma il numero degli abitanti continuò a crescere. Infatti, passata sotto il dominio austriaco degli Asburgo nel 1714, fu più volte visitata dai reali d’Austria.
Nel 1784 Giuseppe II d’Asburgo-Lorena decise di abbattere le mura difensive, che impedivano la crescita dello spazio urbano, non più sufficiente a contenere la popolazione. Il dominio austriaco inserì Lecco nel Regno Lombardo-Veneto (con la piccola parentesi napoleonica dal 1800 al 1814) e portò innumerevoli cambiamenti nella città: l’introduzione di una burocrazia efficiente, l’organizzazione del catasto, la creazione dell’illuminazione elettrica pubblica e lo sviluppo industriale, che favorirono la diffusione del benessere.
Nella seconda metà dell’Ottocento l’industria serica venne meccanizzata con l’uso del vapore e crebbe notevolmente la tradizionale lavorazione del ferro. Nacquero così le grandi industrie meccaniche del lecchese (come la Badoni), che avranno un peso rilevante nell’economia italiana del XX secolo. Nel 1859, con la Seconda Guerra d’Indipendenza, Lecco e la Lombardia entrarono a far parte del primo nucleo del Regno d’Italia. La popolazione continuò a crescere rapidamente e nel 1923 il territorio comunale, ormai insufficiente a contenere l’espansione urbana, venne notevolmente ampliato con l’aggregazione dei comuni limitrofi di Acquate, Castello, Germanedo, Laorca, Rancio, San Giovanni e una parte di Maggianico; nel 1928 venne inglobata anche la restante parte di Maggianico e Lecco acquisì le dimensioni attuali.
Author
katia.negri@gmail.com
Related Posts
Villa Balbianello: La struttura
3A TUR 2024/25 La villa Villa del Balbianello è una storica dimora del XVIII secolo affacciata sul Lago di Como (Tremezzo), fatta...
Parco di villa Balbianello
3Atur 2024/25 Il parco di Villa Balbianello è un capolavoro di paesaggistica che si estende su unpromontorio boscoso, offrendo una vista spettacolare...
La vita di Guido Monzino
3Atur 2024/2025 Guido Monzino nasce a Milano nel 1928. Suo padre è Franco Monzino, noto per aver fondato i supermercati Standa. Ma...